Biografia

Luigi Montanari:
una semplice grande saggezza,
fatta di parole genuine


Chiunque può essere utile e importante, anche la più umile
delle persone, ognuno va rispettato.
Quant'an poudrè pù pagar gli operai, lasa li ad lavorar
(Quando non potrai più pagare gli operai smetti di lavorare)

Luigi Montanari - Fondatore dell'impresa

Nel 1936, all’età di quindici anni, Luigi Montanari inizia l’apprendimento dell’arte edile prima come semplice “garzone da muratore” nelle imprese della zona, poi come muratore.
Durante la seconda guerra mondiale, nella quale ha combattuto sul fronte africano arruolato nel Corpo del Genio Aeronautico settore infrastrutture, realizzava e smontava gli aeroporti nel deserto, ed è stato prigioniero in Inghilterra. Tornato in Italia, ha continuato a lavorare nel settore edile, oltre ad intraprendere privatamente lo studio per ottenere il diploma di Capomastro che gli è stato conferito nel 1949.

Nel 1953 ha fondato una propria impresa, prima in società con il fratello, e poi individualmente.
Circa trent'anni fa, la gestione dell'impresa è stata affidata al figlio Enrico Montanari. Interrotta una promettente carriera sportiva nel ciclismo a livello professionistico per un incidente, Enrico Montanari ha sviluppato una moderna impresa edile in linea con i tempi e gli standard richiesti nel campo della qualità dei prodotti con particolare attenzione al risparmio energetico, proseguendo la tradizione familiare che dura ormai da quasi sessanta anni. 

Luigi Montanari era stimato e apprezzato soprattutto per le sue doti umane, per il suo forte senso di onestà, di affabilità, umiltà e modestia, valori che ha sempre anteposto a tutto e messo in primo piano.

La sua cordialità e la sua innata bonomia, la sua mitezza di carattere, ne facevano una persona semplice, tanto gradevole quanto amabile e sincera. Per i tanti che l’hanno conosciuto Luigi Montanari era un uomo e un imprenditore vecchia maniera, ricco di umanità e modestia, che appartiene a quella generazione di persone che hanno segnato, nel loro passaggio, una parte importante di Fidenza. La famiglia e l’impresa erano i suoi punti di riferimento fondamentali per i quali ha speso la propria esistenza senza risparmiarsi.

Avendo fatta tutta la dura “gavetta” sin da adolescente, nutriva un grande affetto e una enorme considerazione per i suoi collaboratori, che considerava come persone di famiglia e ai quali rivolgeva sempre parole di incoraggiamento accompagnate da un sorriso.
A chi ha preso il suo posto nella guida dell’azienda ha continuato a raccomandare di avere sempre la massima attenzione e vicinanza con i propri collaboratori, specie in questi anni di grave crisi, per cercare di mantenere gli stessi livelli occupazionali, anche se con molti sacrifici.
A loro erano rivolte le sue preoccupazioni, a quelle persone che a loro volta hanno una famiglia e per le quali mantenere il lavoro, specie in questo periodo, è fondamentale.
La famiglia e il lavoro hanno sempre rappresentato i suoi valori fondamentali: “L’onestà fu il suo ideale, il lavoro la sua vita, la famiglia il suo affetto”.